16 lug 2010

Shintoismo: religione o stile di vita?

by Davide (39) | 0 commenti | 6456 visite

Shintoismo: religione o stile di vita?

Lo Shintoismo, o semplicemente Shinto, è la religione maggiormente presente in Giappone (83,9%) e ci aiuta a comprendere lo stretto legame con la natura di questo popolo. Le sue origini si perdono nel tempo, ma pare che le prime tracce risalgano al 1000 a.c.

Lo Shintoismo è una religione difficile da classificare. Da una parte può essere considerata veramente come una forma molto organizzata di animismo, ma la presenza di una mitologia definita la rende più una religione politeista con tratti sciamanici.
Prevede l’adorazione dei Kami, un termine che si può tradurre come divinità, spiriti naturali o semplicemente presenze spirituali. Alcuni kami sono locali e possono essere considerati come gli spiriti guardiani di un luogo particolare, ma altri possono rappresentare uno specifico oggetto o un evento naturale, come per esempio Amaterasu, la dea del Sole.
La vita dopo la morte non è una preoccupazione primaria (come nel Buddhismo) e viene data un’enfasi maggiore al trovare l’armonia in questo mondo, invece che nel prepararsi al successivo. Lo Shintoismo non possiede insiemi vincolanti di dogmi, un luogo santo sopra tutti gli altri da adorare, nessuna persona o kami considerato più sacro degli altri, e nessun insieme definito di preghiere. Lo Shintoismo è piuttosto una collezione di rituali e metodi, intesi a mediare le relazioni tra gli esseri umani e i kami. Queste caratteristiche conferiscono allo Shintoismo un carattere di completezza semplice ed efficace, caratteristiche che gli consentono di sopravvivere tutt’oggi, facendone una religione importante e millenaria.

Sebbene lo Shintoismo non abbia comandamenti assoluti al di fuori di vivere una vita semplice ed in armonia con la natura e le persone, si dice che ci siano Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:

  • La famiglia è il nucleo principale della vita di una persona, è il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi. Di conseguenza a questa grande importanza, il nucleo familiare è un fondamento necessario al benessere dell’individuo, e come tale va tutelato ed in particolare mantenuto armonico.
  • La natura è sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicini ai kami. Come tale la natura va rispettata, venerata e soprattutto tutelata, poiché è da essa che deriva l’equilibrio della vita.
  • La pulizia è un componente essenziale dello Shintoismo, pulizia consente purezza, e la purezza è una delle massime virtù. La pulizia è essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele shintoista ne fa largo uso, sia su se stesso che negli ambienti in cui vive; i templi shintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai sacerdoti.
  • I matsuri sono i festival dedicati ai kami. In questi giorni il fedele shintoista prega nei templi, o nella propria casa. Per festeggiare le divinità, vengono allestiti feste, processioni e banchetti. I matsuri vengono organizzati dai templi o dalle comunità. Queste feste sono parecchie durante l’anno e vanno da quelle più importanti e nazionali a quelle dei piccoli paesi.

Il cuore del culto Shinto è sicuramente il tempio (jinja), in cui si celebrano numerose cerimonie e pratiche. I santuari più antichi erano luoghi sacri delimitati semplicemente da una fune intrecciata, shimenawa. Uno degli elementi più caratteristici del santuario è il torii, la porta del tempio, spesso dipinto di rosso vermiglio. Ai lati della via principale di accesso al santuario si trovano spesso due komainu in pietra, creature simili a leoni di cui una è rappresentata nell’atto di ruggire. Più avanti si trova il chozuya (catino per le abluzioni) con un hishaku (mestolo) che i fedeli usano per sciacquarsi le mani e la bocca versando l’acqua nella coppa della mano.
I templi sono costantemente aperti e disponibili per i fedeli, che possono recarvisi per pregare gli dèi e fare offerte in qualsiasi momento desiderino. Gli spazi sacri tendono ad essere particolarmente affollati soprattutto nei giorni in cui cadono i matsuri, ovvero i festival nazionali. Il tipo di preghiera con cui il fedele cerca un contatto con i kami non segue regole specifiche, ognuno può infatti avere un approccio totalmente personale alla venerazione.

La venerazione corrisponde sempre ad un contatto con il mondo naturale, che rende i templi oasi di pace all’interno delle caotiche città. Il culto templare sottolinea l’appartenenza dell’uomo all’universo di cui è parte.

La venerazione è spesso praticata anche tra le mura domestiche. È comune allestire degli altarini, chiamati kamidana (letteralmente “mensola dei kami”), su cui comunemente viene posizionato uno specchio,
l’oggetto che meglio consente di dare una rappresentazione dei kami. È possibile inoltre aggiungervi oggetti sacri come ad esempio amuleti, acquistabili presso i templi. L’altare è utilizzato per offrire preghiere e incenso alle divinità, oltre ad una serie di elementi tradizionali tra cui: il sale, l’acqua e il riso.

In alternativa a templi ed altari domestici, un luogo considerato sacro, a volte addirittura più degli edifici costruiti dall’uomo, è la natura stessa. Montagne, laghi, isole, scogliere, spiagge, foreste, prati; in quanto questi ambienti incontaminati sono la massima espressione del divino, rappresentano una delle vie per giungere alla contemplazione del sacro e alla percezione della dimensione divina dell’universo.

Insomma lo Shinto è una dottrina affascinante che ci fa capire come un Bonsai, per un Giapponese che vive in una città, possa essere il suo unico contatto con la natura e quindi un oggetto quasi da venerare: un Kami domestico insomma!
Lo Shintoismo è profondamente radicato nella cultura giapponese e riaffiora in tutte le forme, ad esempio in alcuni Manga (fumetti nipponici) come Naruto, Dragon Ball e Death Note. Anche fuori dal paese del sol levante lo Shinto è contagioso: i Kami sono stati utilizzati nell’ultima serie del famoso gioco di carte Magic e addirittura nel film Avatar di James Cameron, il popolo dei Na’Vi ha un rapporto con la natura che definirei profondamente Shintoista!

(vedi Wikipedia)

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