15 set 2016

Otsukimi – La festa della Luna

by Davide (37) | 0 commenti | 730 visite

Otsukimi – La festa della Luna

Le nubi di tanto in tanto
ci danno riposo
mentre guardiamo la luna.

Questo Haiku (componimento poetico nato in Giappone, generalmente composto da tre versi) di Matsuo Basho, per ricordare che oggi è il giorno della contemplazione della luna detto Otsukimi お月見. Pur trattandosi di una celebrazione che ha origini cinesi (Festival di metà autunno), questa tradizione affonda le sue radici in Giappone in epoca Heian (794-1185) e ha assunto una connotazione del tutto particolare nel paese del sol levante. I nobili della corte Heian si riunivano per festeggiare ed ammirare la bellezza della luna piena, organizzando anche eventi sulle barche per contemplarne i riflessi nell’acqua, componendo musica e versi di poesia tanka.

La festa della luna piena d’autunno (chiamata anche jūgoya 十五夜, letteralmente 15° notte) si festeggia il 15° giorno dell’ottavo mese del tradizionale calendario lunare giapponese, che Esposizione di dango erbe e fioricorrisponde al mese di settembre nell’odierno calendario. Quest’anno, nel 2016, cade nella notte del 15 settembre. Mentre in Cina la festa era meramente contemplativa, in Giappone diventò una ricorrenza a carattere agricolo, legata ai cicli stagionali dei raccolti autunnali.

La tradizione include l’esposizione di composizioni formate da erbe perenni tipiche e fiori di stagione e la preparazione di 12 dango (una sorta di gnocco fatto di farina di riso e riso glutinoso che ricorda, appunto, la luna piena) disposti a piramide, il tutto offerto alla luna. Tutta la famiglia si raccoglie in contemplazione, attorno alle offerte e ciascuno, mangiando gli gnocchi di riso, esprime un desiderio pregando che si avveri.

Quella sera i bambini cantano una canzone che si chiama “Deta Deta Tsukiga” che è una ninnananna molto conosciuta in Giappone.

Il castello di Himeji nella Prefettura di HyogoSono numerose le zone del Giappone in cui si celebra festosamente la contemplazione della luna e un festival famoso è quello che si svolge a Himeji nella Prefettura di Hyogo, dove, ai piedi dello splendido castello, dichiarato patrimonio dell’umanità nel 1994, si tengono concerti di Koto e manifestazioni culturali e, pagando una piccola quota, si ottiene una coppa commemorativa con la quale si può brindare e bere a volontà per una notte indimenticabile al chiaro della luna.

Shoko Okumura, paesaggio con luna piena
Gli artisti tradizionali giapponesi, da sempre fanno riferimento alla natura per le loro opere. Uno stupendo esempio è questo dipinto della pittrice nipponica Shoko Okumura.

Il coniglio lunare

Il coniglio lunare (in giapponese tsuki no usagi 月の兎?) è una creatura immaginaria presente nella mitologia e nel folklore di molti paesi dell’Estremo Oriente, ed in particolare di Cina, Corea e Giappone. Si tratta per l’appunto di un coniglio che vivrebbe sulla Luna. Deve la sua origine ad una pareidolia comune in Asia (ma non in Occidente) per la quale è possibile vedere, negli avvallamenti della faccia illuminata della Luna piena, la figura di un coniglio seduto sulle zampe posteriori a fianco di un pestello da cucina.

Nella mitologia, la ragione per cui un coniglio dovrebbe trovarsi sulla Luna è descritta nel Śaśajâtaka, una antica storia (in realtà una vera e propria favola, per gli standard occidentali) buddista, con intenti moralistici. In essa si narra di quattro amici animali, una scimmia, una lontra, uno sciacallo ed un coniglio che, nel giorno sacro buddista di Uposatha (dedicato alla carità e alla meditazione) decisero di cimentarsi in opere di bene. Avendo incontrato un anziano viandante, sfinito dalla fame, i quattro si diedero da fare per procacciargli del cibo; la scimmia, grazie alla sua agilità, riuscì ad arrampicarsi sugli alberi per cogliere della frutta; la lontra pescò del pesce e lo sciacallo, sbagliando, giunse a rubare cibo da una casa incustodita. Il coniglio invece, privo di particolari abilità, non riuscì a procurare altro che dell’erba. Triste ma determinato ad offrire comunque qualcosa al vecchio, il piccolo animale si gettò allora nel fuoco, donando le sue stesse carni al povero mendicante. Questi, tuttavia, si rivelò essere la divinità induista Śakra e, commosso dall’eroica virtù del coniglio, disegnò la sua immagine sulla superficie della Luna, perché fosse ricordata da tutti.

fonti Wikipedia Tsukimi (EN), Coniglio lunare

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